Ezer év közös úton celebra la millenaria presenza dell’Ungheria nella Città Eterna, trasformando la luce in un simbolo di memoria, spiritualità e dialogo tra culture. Realizzata da Erik Mátrai in collaborazione con Márton Urbán, l’opera riconfigura il cortile di Palazzo Falconieri come un palcoscenico immersivo in cui forme luminose attraversano l’architettura per espandersi nello spazio.
Le lampade robotiche proiettano figure essenziali — triangoli, cerchi, volumi astratti — che si fondono e si trasformano attraverso variazioni cromatiche e movimenti coreografici. Questi elementi visivi rimandano ai simboli dell’Avvento e al tema dell’attesa, evocando un’atmosfera sospesa e meditativa.
L’animazione, della durata di sei minuti e ripetuta in modo ciclico, genera una presenza atmosferica intensa: un incontro dinamico tra luce, spazio e percezione.
L’installazione è visibile anche notturnamente dal Lungotevere Tebaldi e rimane aperta al pubblico fino al 16 dicembre.
Con Mille anni di cammino insieme, Mátrai — artista che da sempre pone la luce al centro della sua ricerca — torna a Roma dopo opere significative come Porticus 3.5 (Palazzo Falconieri, 2017) e Sfera 02.2 (Chiesa di San Lio, Venezia, 2013). La nuova installazione intreccia memoria storica e arte contemporanea, celebrando il profondo legame tra l’Ungheria e la Città Eterna.