Una performance sulla natura fisica delle immagini: pixel, luce, proiezione, superficie. Nessuna narrazione, nessun personaggio — solo la materia visiva nella sua forma più essenziale. Il chiostro di Villa d'Este diventa laboratorio: le sue pietre assorbono e restituiscono la luce in modo diverso a ogni ora, a ogni angolo. Il gruppo lavora con footage astratto, generativo e found material per costruire un'esperienza puramente sensoriale, in cui lo spettatore perde i riferimenti e ritrova la percezione.