La performance è la terza parte di un trittico audiovisivo.
Se nel 2016 e nel 2017 Apnoa ha dato vita a esibizioni quali “mora and simas”, Amnis si delinea sul concetto di dromologia (la scienza della velocità teorizzata da Paul Virilio) e specificatamente sull' “effetto di campo” realizzato dalle telecomunicazioni in tempo reale.
La conseguenza di questo effetto è la distruzione del continuum temporale: la teleazione prende il sopravvento diventando la presenza percettiva del mondo digitale.
Il tempo o è condensato nella zona del presente molto simile a un tipo di buco nero che rifiuta di ammettere il futuro e il passato, o gli eventi legati ad esso sono allungati a uno stato di infinito simulato.
Le trasformazioni digitali su artefatti multimediali estratti dal tempo formano una telepresenza.
L'immagine corrisponde al suono attraverso la sincronizzazione e la drammaturgia mentre esplora schemi algoritmici, glitchati o organici, percezioni e visioni: la performance va a creare una trama all'interno delle possibilità.
Obiettivo è quello di fornire un ambiente audiovisivo in cui sensazione, sentimento, pensiero e intuizione formano un'entità percettiva.