L’inquinamento dei mari, tutti ne abbiamo sentito parlare. Non è un segreto che la plastica sia ormai diventata una componente quasi onnipresente nella vita marina.
I media ci mostrano questa realtà, mentre i governi cercano timidamente di combatterla, ma la situazione non sembra affatto migliorare. Perché siamo così distaccati?
L’arte deve fare la sua parte, capace di raggiungere i cuori e smuovere le coscienze, ha il compito indiscusso di spingere le persone ad approfondire la questione.
Self Pollution, una live a / v performance è capace di immergerci in questa profondità.
Suono, immagine e interazione si uniscono per darci una nuova identità subacquea. Possibile ottenere maggiore consapevolezza attraverso gli occhi e l’udito degli animali che abbiamo intrappolato sotto un mantello di inquinamento?
Probabilmente il modo migliore per porre un problema al centro dell’attenzione è porre un soggetto al centro del problema.
E se questo è vero, quale modo migliore se non intrappolando noi stessi?