Anna Bacheva è un’artista visiva e direttrice artistica bulgara, attiva a Parigi, la cui pratica esplora le relazioni tra immagini in movimento, suono, architettura e ambienti immersivi. Attraverso scenografia digitale, proiezioni di grande scala, installazioni, processi generativi e performance audiovisive, indaga la percezione, la memoria e i confini sempre più fluidi tra spazio fisico e virtuale.
Con una formazione nel cinema, nell’animazione e nella scenografia digitale, Bacheva porta progressivamente l’immagine oltre i confini convenzionali dello schermo, considerando l’architettura e lo spazio fisico come componenti attive della composizione audiovisiva. Le sue opere trasformano superfici, edifici e ambienti immersivi in paesaggi visivi in evoluzione, nei quali immagine, suono, luce e percezione spaziale entrano in relazione.
Tra il 2015 e il 2025 fa parte di Studio Otaika, sviluppando installazioni immersive, opere audiovisive e proiezioni architettoniche presentate a livello internazionale in istituzioni e spazi tra cui La Gaîté Lyrique a Parigi, MACRO – Museo d’Arte Contemporanea a Roma, Harpa Concert Hall a Reykjavík, SAT – Society for Arts and Technology a Montréal, Kunstmuseum Reutlingen, Tsaritsyno Palace a Mosca, Miyazaki Museum e Wonderspaces a Los Angeles.
La sua ricerca si sviluppa inoltre attraverso residenze artistiche e progetti interdisciplinari dedicati alle pratiche immersive e spaziali, tra cui programmi presso La Villette e La Gaîté Lyrique e collaborazioni che coinvolgono AADN e IRCAM. Queste esperienze ampliano la sua ricerca verso ambienti multisensoriali, immagini generative, realtà aumentata e nuove forme di relazione tra composizione audiovisiva e spazio architettonico.
Bacheva sviluppa inoltre diversi progetti legati all’eredità artistica di Christo e Jeanne-Claude. Nel 2021 lavora a Iron Curtain, mentre nel 2025 contribuisce al Wrapped Reichstag 30th Anniversary Light Show di Berlino, progetto di proiezione su larga scala realizzato in occasione dei trent’anni dall’intervento di Christo e Jeanne-Claude sul Reichstag. Il suo lavoro visivo traduce materiali storici e d’archivio in un intervento digitale contemporaneo sull’architettura dell’edificio.
Tra le sue ricerche più recenti figura inoltre Digital Vandalism, un’indagine sugli interventi digitali nello spazio urbano, insieme a progetti che mettono in relazione pratiche artistiche digitali, paesaggio, memoria culturale e trasformazione ambientale. Attraverso il suo lavoro, Bacheva considera l’immagine digitale non come una superficie isolata, ma come un materiale spaziale capace di trasformare l’architettura, la percezione e l’esperienza dello spazio fisico da parte dello spettatore.