ELISA è un viaggio sulle tracce di un microrganismo virtuale, un organismo immaginario che attraversa paesaggi, memorie e sistemi viventi. Come in un road-movie, la performance intreccia suoni, immagini e frammenti raccolti lungo il percorso, trasformando la ricerca in una restituzione audiovisiva immersiva. Il pubblico viene guidato in un itinerario sensoriale dove elementi reali e dimensioni speculative si sovrappongono, dando vita a una narrazione che si sviluppa tra osservazione scientifica, immaginazione e percezione.
Il progetto nasce dall’incontro di tre artiste che si ritrovano dopo molto tempo e decidono di intraprendere insieme un viaggio. Questo spostamento, fisico ma anche simbolico, diventa il punto di partenza di un processo creativo condiviso. Durante il percorso, le artiste raccolgono materiali sonori, suggestioni visive, registrazioni ambientali e tracce della loro esperienza diretta dei luoghi attraversati. Questi elementi, stratificati e rielaborati, confluiscono nella costruzione della performance, dando forma a un racconto che si sviluppa tra memoria, osservazione e trasformazione.
Nel corso della performance, i paesaggi attraversati durante il viaggio vengono reinterpretati attraverso una composizione audiovisiva in continua evoluzione. Texture sonore, ritmi elettronici e immagini generative dialogano tra loro, creando un ambiente immersivo in cui il pubblico è invitato a muoversi con lo sguardo e con l’ascolto. La figura del microrganismo virtuale diventa così una metafora della circolazione invisibile che connette territori, ecosistemi e relazioni umane.
Più che una semplice esperienza audiovisiva, ELISA si configura come un attraversamento: un viaggio condiviso che invita a riflettere sul nostro rapporto con l’ambiente e sulla delicatezza degli ecosistemi che ci circondano. Attraverso la combinazione di suono, immagine e narrazione, la performance suggerisce nuove prospettive sul modo in cui percepiamo il mondo naturale e le reti invisibili che lo sostengono. In questo senso, ELISA diventa anche un gesto poetico e politico, che propone un tempo di ascolto e attenzione verso ciò che spesso rimane impercettibile ma fondamentale per l’equilibrio del nostro pianeta.