“S.E.L.F.” indaga il sentire contemporaneo nei rapporti umani mediati dalla tecnologia e, più in profondità, la trasformazione della relazione tra essere umano e infrastruttura digitale. Attraverso un intreccio di figurativo e astratto, il lavoro esplora come piattaforme, algoritmi e sistemi di ottimizzazione plasmino emozioni, percezione, prossimità e distanza.
La tecnologia non appare come semplice strumento, ma come ambiente relazionale che modella desiderio, dipendenza, adattamento e identità. L’opera si concentra sulla dimensione affettiva di questa coesistenza: su ciò che si perde, si amplifica o si riconfigura quando l’esperienza umana viene costantemente tradotta, mediata e restituita come informazione.Attraverso l’uso di dati reali che quantificano le interazioni umane e digitali, esplicitati e resi visibili allo spettatore, l’audiovisual performance costruisce una drammaturgia in tempo reale in cui due corpi abitano uno spazio attraversato da queste informazioni. I dati diventano presenza attiva e dichiarata, trasformando la scena in un dispositivo che rende percepibile la misura, la traduzione e l’ottimizzazione delle relazioni.
Ne emerge un rapporto uomo-tecnologia incarnato e ambiguo, dove intimità ed estrazione, partecipazione e dipendenza convivono nello stesso gesto.