Non c'è una lezione. Non c'è un tutorial. Non c'è un docente davanti a una slide.
ERRATA è un workshop strutturato come un attraversamento: un insieme di installazioni interattive funzionanti — opere di artisti e designer emergenti, scelte come piante madri — occupa lo spazio. I partecipanti le abitano, le osservano, le aprono concettualmente e tecnicamente. Capiscono come sono fatte, cosa le muove, cosa producono, cosa costano — in termini economici, di tempo, di energia, di scelta.
Da ogni madre si estrae una talea: un singolo componente hardware, prelevato come si preleva un frammento da una pianta viva. Quel frammento viene innestato in un prototipo proprio. La nuova creazione — geneticamente imparentata con la madre ma già altro — prende il nome di ERRATA.
Il workshop è strutturato come esposizione del residuo materiale del lavoro performativo e installativo: cosa costa davvero costruire un'opera interattiva, quali aspettative muove nel pubblico, quale effetto produce nello spazio, a cosa si rinuncia per ottenerlo, cosa rimane il giorno dopo. Non la gloria della performance, ma la sua anatomia.
La metafora botanica non è decorativa: in botanica la talea è un frammento che, separato dalla pianta madre, non muore — radica, si adatta, genera un nuovo individuo completo ma geneticamente identico all'origine. È l'idea di un DNA che si propaga attraverso il distacco. ERRATA lavora esattamente su questo: la trasmissione di conoscenza non attraverso l'insegnamento, ma attraverso il prelievo diretto — il contatto con la materia, l'hardware, il circuito, la decisione progettuale già presa da qualcun altro.