Francesca Fini è un’artista interdisciplinare, filmmaker, performer e AI creative producer italiana, la cui pratica esplora i confini mutevoli tra corpo e macchina, organico e sintetico, presenza e simulazione. Attraversando cinema sperimentale, performance, installazione, ambienti digitali, intelligenza artificiale, animazione 3D, realtà aumentata e realtà virtuale, sviluppa opere ibride nelle quali la sperimentazione tecnologica incontra un approccio fortemente fisico e performativo.
Con una formazione nella regia, fotografia cinematografica, montaggio, sound design e produzione, Fini porta una sensibilità cinematografica all’interno di una pratica profondamente radicata nella performance. Il corpo rimane un elemento centrale della sua ricerca: uno spazio di trasformazione attraverso il quale indaga identità, memoria, percezione, tecnologia e la relazione instabile tra umano e artificiale.
Il suo lavoro è stato presentato a livello internazionale in istituzioni, mostre e festival tra cui WRO Biennale, FILE Electronic Language International Festival, Japan Media Arts Festival, Videoformes, MAXXI e MACRO a Roma, MEM Festival al Guggenheim Bilbao e BODY + CAMERA al MANA Contemporary Chicago. Ha partecipato alla prima Venice International Performance Art Week ed è stata artista in residenza al Watermill Center di Robert Wilson a New York nel 2014 e nel 2016.
Nel 2016 scrive e dirige Ofelia non annega, lungometraggio sperimentale che combina materiali storici provenienti dall’archivio dell’Istituto Luce Cinecittà con linguaggi performativi contemporanei. La sua ricerca si espande successivamente verso ambienti immersivi e virtuali, animazione digitale e, sempre più, verso l’intelligenza artificiale come medium per l’immagine in movimento, la performance e la narrazione visiva.
Nella sua pratica più recente, Fini affronta l’intelligenza artificiale non come uno strumento destinato a produrre immagini perfette, ma come un territorio creativo instabile attraverso il quale ripensare autorialità, corpo, identità e trasformazione. Le sue opere basate sull’AI combinano processi generativi con disegno, performance, cinema, ambienti 3D e il vasto archivio visivo personale accumulato nel corso della sua carriera.
Nel 2024 viene invitata da John Gaeta, premio Oscar per gli effetti visivi di The Matrix, a presentare il proprio lavoro su Escape, la sua piattaforma dedicata al NeoCinema. Nel 2026 presenta il proprio lavoro con l’AI alla Ras Al Khaimah Contemporary Art Biennale ed entra nella Leonardo AI Power List delle 50 donne più influenti nell’AI cinema. La sua ricerca continua a mettere in relazione gesto fisico e immagine computazionale, esplorando la tecnologia come spazio nel quale possono emergere nuove forme di presenza, narrazione e immaginazione visiva.