Anno: 2026
Tecnica: Unreal Engine
Architecture of Presence esplora i media immersivi come forma di estensione spaziale, in cui l’architettura virtuale si espande oltre i confini fisici dello spazio espositivo. Strutture digitali si sviluppano nell’ambiente circostante, trasformando pareti, superfici e prospettive negli elementi di un’architettura in continua evoluzione.
Attraverso il movimento, i cambiamenti di scala, i riflessi e la variazione dei punti di vista, l’opera crea un’esperienza spaziale in costante trasformazione. Le forme sembrano emergere, espandersi, dissolversi e riorganizzarsi, mettendo in discussione la percezione della profondità, della distanza e dell’orientamento. L’architettura non è più intesa come una struttura fissa, ma come un ambiente fluido e instabile, modellato dalla luce, dall’immagine e dal movimento.
L’opera indaga il rapporto tra spazio fisico e virtuale, interrogandosi su dove finisca l’uno e inizi l’altro. Mentre gli elementi digitali si estendono oltre i limiti apparenti della sala, lo spettatore si trova immerso in uno spazio che esiste simultaneamente come ambiente fisico e come dimensione visiva costruita.
Architecture of Presence considera infine l’immersione non semplicemente come un’immagine che circonda lo spettatore, ma come uno strumento capace di modificare la percezione dello spazio stesso. L’opera invita il pubblico ad abitare un’architettura temporanea, mutevole e intangibile, vissuta attraverso la presenza anziché osservata a distanza.