Edge of Order è una performance audiovisiva che indaga il momento in cui un sistema non è più completamente ordinato, ma non è ancora caotico. L’opera rivela l’instabilità sottile delle strutture: uno stato in cui le forme continuano a reggersi, pur lasciando emergere tensioni che si orientano verso nuovi schemi.
I livelli visivi e sonori non rappresentano il crollo, bensì una transizione creativa — quella zona che la teoria della complessità definisce “punto critico”. In questo stato intermedio si apre la possibilità della trasformazione: l’ordine si dissolve, il caos non è ancora compiuto e da questo fragile equilibrio iniziano a nascere nuove forme.
Il lavoro mette in luce la bellezza della disintegrazione: l’istante delicato in cui tutto è in movimento e l’inizio di qualcosa di nuovo diventa per la prima volta visibile.