Anno: 2026
Tecnica: AI generativa in ComfyUI
La pratica di David Szauder si concentra sul rapporto tra intelligenza artificiale, memoria e cultura visiva. Attraverso un ampio utilizzo dell’AI generativa, considera la produzione artificiale dell’immagine non semplicemente come uno strumento per creare nuovi contenuti, ma come un mezzo per trasformare, reinterpretare e riattivare memorie culturali e personali.
In I Believe to My Soul, questo approccio incontra la voce del musicista iraniano Farhad Mehrad. Una canzone proveniente da un altro momento storico diventa il punto di partenza per una nuova costruzione visiva, generata nel presente attraverso l’intelligenza artificiale. Passato e presente convivono senza che venga stabilita tra loro una relazione narrativa esplicita.
Le immagini evitano deliberatamente qualsiasi riferimento diretto a uno specifico evento contemporaneo. Questa assenza diventa parte dell’opera. Ciò che rimane senza nome entra comunque nello spazio tra suono e immagine, lasciando allo spettatore la possibilità di riconoscere — o di non riconoscere — connessioni con ciò che accade al di fuori dell’opera.
L’utilizzo dell’intelligenza artificiale introduce un ulteriore livello in questa relazione tra memoria e presente. Immagini generate da un sistema computazionale accompagnano una voce umana conservata dal passato, creando una tensione tra costruzione artificiale e memoria culturale, tra ciò che può essere generato e ciò che continua a risuonare.
I Believe to My Soul non cerca di spiegare o illustrare il presente. Utilizza invece immagini generate attraverso l’intelligenza artificiale e una voce proveniente dal passato per costruire uno spazio di associazione, incertezza e riconoscimento. L’opera interroga infine ciò che le immagini riescono ancora a farci vedere e ciò che scegliamo di riconoscere quando lo vediamo.