Alex Dolby dà vita a un nuovo progetto audio-video che segna il suo debutto dal vivo, posizionandosi al punto di fusione tra architettura sonora e percezione visiva. Mosso dall'esigenza di esplorare sempre nuovi territori e rifiutando la stasi creativa, il lavoro nasce dalla volontà di trasformare l'errore digitale e la tecnologia imperfetta in un linguaggio estetico puro: il suono viene scomposto e riorganizzato in pattern di sub-bassi profondi, click, rumori bianchi e ritmiche chirurgiche.
Sul palco, la partecipazione dell'artista inglese Chris Blakey e le sue trame ai sintetizzatori si innestano con precisione nell'ossatura della performance, alimentando un dialogo costante con proiezioni video generate in sincronia diretta con le frequenze audio.
Il live set supera così la forma del concerto classico per trasformarsi in un'installazione audio-visiva dinamica, capace di ridefinire la percezione dello spazio e del tempo.