La performance combina la serie machina inquieta di Döttlinger con gli approcci alla visualizzazione di Lechner. Machina inquieta, uno strumento digitale basato sul feedback e ispirato all'Homeostat di W. Ross Ashby e al suo principio di ultrastabilità, interagisce con strutture basate sulla tecnica del Gaussian Splatting, esplorate in tempo reale in risposta a gesti musicali densi e articolati.
La visualizzazione immerge lo spettatore in mondi astratti che rispecchiano la ricchezza dei paesaggi sonori: rumorosi, ipnotici e in continua trasformazione.
Il sistema è composto da quattro unità interconnesse che combinano sintesi sonora, autoanalisi basata sul timbro e due percettroni multistrato, che stabiliscono una corrispondenza tra un'interfaccia di controllo bidimensionale e uno spazio di sintesi multiparametrico.