IRIS è una performance audiovisiva immersiva costruita attorno a un gesto semplice: osservare.
Il progetto esplora la percezione attraverso una successione di occhi e ambienti ispirati al mondo animale. Lo spettatore non osserva ma entra progressivamente in differenti modi di guardare: ogni occhio diventa una soglia verso una diversa interpretazione dello spazio.
La performance inizia nelle profondità marine. Un ambiente scuro e rarefatto avvolge la sala, mentre l’occhio monumentale di una balena emerge lentamente. L'ambiente prende forma attraverso una rappresentazione del sonar, trasformando lo spazio in una visione fatta di onde e presenze. L'accompagnamento sonoro segue questa immersione con ambience profonde e suoni acquatici ispirati ai richiami delle balene, creando una dimensione ovattata e sospesa.
La scena si apre quindi verso altri ambienti e forme di percezione. Occhi di prede, mammiferi, rettili e insetti emergono dall'oscurità mentre l'habitat circostante viene reinterpretato attraverso il loro sguardo: il calore diventa colore, l'ambiente si trasforma in una mappa sensoriale, la realtà si frammenta attraverso un occhio composto e lo spettro visibile si amplia oltre la nostra esperienza.
L'ambiente rimane essenziale: rami, foglie, acqua, fiori e altre forme naturali suggeriscono lo spazio senza definirlo completamente. L'occhio rimane monumentale e osserva e domina la scena, mentre l'iride diventa uno spazio narrativo autonomo: al suo interno vivono strutture organiche, geometriche e trasformazioni cromatiche, creando una relazione continua tra occhio e ambiente.
L'ambience marina lascia progressivamente spazio a suoni naturali, costruendo un paesaggio più aperto e terreno. Il suono lascia ora respirare gli ambienti e le diverse percezioni.
Lo sguardo cambia natura. Non osserva, cerca. La percezione dell'ambiente lascia spazio all'istinto predatorio: le immagini diventano più dense, i colori si spostano verso tonalità calde e il linguaggio visivo diventa più ritmico e aggressivo. La componente sonora segue lo stesso movimento introducendo pulsazioni, ritmo e battiti intensi.
Nel climax, molteplici occhi si aprono nella sala creando uno spazio di sguardi. Alcuni appartengono al mondo animale, altri possono evocare l'occhio umano: la distinzione si perde.
Il progetto nasce per essere sviluppato come una performance live: gli occhi e gli ambienti vengono costruiti come moduli indipendenti e controllati dal performer permettendo di alterare in tempo reale animazioni, colori, intensità e ambienti. Alcuni elementi reagiscono alla componente sonora, creando variazioni dinamiche tra ritmo, movimento e immagine.
La dimensione live attribuisce agli occhi e agli ambienti uno stato vitale: sono elementi attivi che cambiano, reagiscono e assumono stati differenti durante la performance. Il performer diventa parte di questo processo, dando alla performance una struttura riconoscibile ma non predeterminata.
Viene costruita una grammatica visiva costante che si evolve sempre, trasformando progressivamente il modo stesso di guardare: non più soltanto osservare il mondo, ma provare a percepirlo attraverso altri occhi.