Anno: 2026
Tecnica: TouchDesigner
le taxi pour l'avenir heureux è un’opera immersiva di Benjamin Sandro Jantzen costruita intorno ai 17 Obiettivi di Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite. Cambiamento climatico, istruzione di qualità, consumo responsabile e le altre grandi questioni indicate dall’Agenda 2030 vengono trasformate in altrettanti mondi visivi, evitando il linguaggio didascalico della comunicazione istituzionale per affidarsi invece all’immaginazione.
Ognuno dei 17 obiettivi dà origine a una propria narrazione visiva: scenari surreali, densamente popolati di figure, oggetti, architetture e situazioni che ricordano la struttura dei Wimmelbilder, immagini costruite per essere esplorate attraverso una moltitudine di dettagli e microstorie. Le immagini sono generate attraverso strumenti di intelligenza artificiale, quindi selezionate, curate, composte e messe in movimento da Jantzen, costruendo un universo nel quale l’osservazione rivela continuamente nuovi elementi e nuove connessioni.
Il progetto affronta così temi sociali, ambientali ed economici attraverso la seduzione dell’immagine anziché attraverso la spiegazione. Informazione e immaginazione si intrecciano: i temi dei Sustainable Development Goals non vengono illustrati letteralmente, ma trasformati in paesaggi nei quali lo spettatore può entrare, perdersi e costruire autonomamente relazioni tra ciò che vede.
Nato come una proiezione monumentale su facciata e presentato allo Schlosslichtspiele Light Festival di Karlsruhe, dove il progetto ha ricevuto nel 2025 il dm Award “connecting worlds”, le taxi pour l'avenir heureux viene ripensato per MAM come un ambiente immersivo a 360°. Le immagini si estendono sulle pareti e sul pavimento, eliminando la distanza che separava lo spettatore dalla superficie architettonica della proiezione originaria.
Il passaggio al formato immersivo modifica così la relazione con l’opera. Non si osserva più un’immagine da una posizione esterna: ci si trova al suo interno. I mondi visivi circondano il pubblico e i dettagli possono emergere contemporaneamente da direzioni diverse. Il taxi evocato dal titolo diventa così la metafora di un viaggio attraverso diciassette possibili dimensioni del futuro: non soltanto un veicolo da osservare mentre procede, ma uno spazio capace di portare lo spettatore con sé.