Anno: 2026
Tecnica: TouchDesigner & AI Generativa
L’opera, tratta dalla performance Misalignement, presenta un’allegoria visiva dell’algoritmo, condividendo con il pubblico un processo autoriflessivo e ripetitivo articolato attraverso mantra verbali. La ripetizione diventa al tempo stesso struttura e metodo, evocando la logica iterativa attraverso cui i sistemi algoritmici elaborano, riproducono e trasformano le informazioni.
Attraverso immagini, gesti e parole ricorrenti, l’opera crea un ciclo continuo nel quale il significato viene ripetutamente costruito, messo in discussione e riconfigurato. I mantra verbali rafforzano questa dimensione ricorsiva, suggerendo un processo che contemporaneamente osserva sé stesso e rimane intrappolato nei propri meccanismi.
L’opera intreccia il reale e l’artificiale, esplorando lo spazio instabile che esiste tra queste due dimensioni. Anziché presentarle come opposte, Misalignement si concentra sulla loro coesistenza e sulle tensioni che emergono quando l’esperienza umana incontra i processi computazionali. Le loro intenzioni e finalità non coincidono mai completamente, producendo una persistente condizione di disallineamento e ambiguità.
È proprio all’interno di questo disallineamento che emerge la possibilità di una trasformazione. La distanza tra reale e artificiale diventa uno spazio di sperimentazione, nel quale la ripetizione può generare differenza e significati, relazioni e forme inattese possono emergere da sistemi che non condividono mai completamente lo stesso scopo.