Re:Trace (I–IV)
un ciclo audiovisivo in quattro movimenti
Concetto
Re:Trace (I–IV) è un viaggio audiovisivo dal vivo della durata di 30 minuti che esplora la fragilità,
la stratificazione e la persistenza della memoria attraverso suono e immagine. Strutturato in quattro
movimenti, il lavoro attraversa diversi stati del ricordo: la purezza della ripetizione, il peso della
memoria personale, la distorsione delle impressioni sfocate e l’eco collettiva del trauma e del
conflitto.
Alla base del progetto c’è una riflessione sul carattere instabile della memoria: ciò che ricordiamo
non è mai del tutto identico a ciò che è stato. La ripetizione, in apparenza immobile, si rivela invece
trasformativa: ogni ritorno porta con sé una variazione sottile — una luce diversa, un’inclinazione
imprevista, un osservatore cambiato. Non si tratta di copia, ma di ricostruzione, un riemergere
parziale e fragile, come un’immagine riflessa su una superficie increspata.
Alcuni suoni ritornano come echi: non uguali, ma abbastanza familiari da risvegliare sensazioni
sospese. La mente si ritrova in un tunnel di pensieri, dove tempo e spazio si dilatano, e la memoria
non è più un archivio lineare, ma una materia viva, tessuta di silenzi, distorsioni, dettagli fugaci e
glitch improvvisi. Il ricordo appare e scompare, si frammenta e si riforma, lasciando dietro di sé
solo la sua impronta: un odore, un suono, una pausa, un’immagine che sfuma.
Il lavoro suggerisce anche che esistono memorie che non ci appartengono individualmente, ma che
vivono nel corpo collettivo della società: eventi condivisi, traumi storici, esperienze rimosse o
negate. Alcuni scelgono di disconnettersi, altri ascoltano il rumore di fondo. Ma anche ciò che è
stato filtrato o dimenticato resta sotto la superficie, pronto a riaffiorare nei momenti di rottura.
Utilizzando un linguaggio sonoro che include noise, drone, ambient ed estetiche sperimentali,
Re:Trace si muove tra quiete e intensità, contemplazione e rottura. Alcuni momenti invitano a una
riflessione meditativa, mentre altri confrontano l’ascoltatore con trame sonore abrasive, pulsazioni
ritmiche e distorsioni improvvise.
Re:Trace è uno spazio al tempo stesso intimo e politico, poetico e sensoriale. Un luogo dove la
memoria non viene solo evocata, ma anche trasformata, disturbata, e infine riattraversata.
I Quattro Movimenti
La performance si sviluppa in quattro stati distinti, passando dalla purezza e ripetizione, attraverso
la memoria personale e i ricordi sfocati, fino a un’eco collettiva di trauma e memoria.
Performance
Re:Trace unisce materiale audiovisivo precomposto a interventi live, offrendo ogni volta
un’esperienza nuova e irripetibile.