signal / presence
Il primo cavo in fibra ottica non ha soltanto collegato continenti: ha aperto una soglia.
Da quel momento il reale non è più uno spazio unico, ma un territorio stratificato in cui dimensioni diverse convivono, si sovrappongono e si trasformano reciprocamente.
La realtà si estende oltre la materia che la compone: attraversa dispositivi, piattaforme e reti, per poi ritornare al mondo fisico modificata, reinterpretata, filtrata.
“signal / presence” nasce da questa tensione e la traduce in una performance audiovisiva in cui forme familiari si alterano, si dissolvono e si ricompongono.
La realtà smette di essere un punto fermo e diventa un campo di possibilità, continuamente riscritto dall’interazione tra presenza fisica e mediazione tecnologica.
“signal / presence” non rappresenta il reale, ma ne mette in scena le trasformazioni: il momento in cui l’esperienza viene mediata e restituita sotto nuove forme, un attraversamento di questa realtà espansa.
In un mondo in cui ogni esperienza è filtrata da dispositivi e interfacce, il lavoro interroga il nostro modo di abitare lo spazio e di percepire noi stessi al suo interno.
Se il confine tra presenza e rappresentazione diventa sempre più sottile, quale forma assume oggi la realtà?