Una playlist di brani originali, decostruiti e manipolati alla maniera di William S. Burroughs accompagna e sostiene i due performer in azione: una partitura alterata di parole, suoni e corpi a/sincronici.
La tecnica del cut-up di W. S. Burroughs innerva l’intera performance. C’è qualcosa di incredibilmente scandaloso e ancora attuale nella sua figura: scrittore, saggista e pittore, ma anche tossicodipendente, omicida, visionario, icona queer e teorico della distruzione e de-costruzione del linguaggio.
Una mina vagante che mette a ferro e fuoco la rispettabilità e le convenzioni sociali di un’America attraversata da contrasti, ingiustizie e violenza. La sua voce secca, corrosiva e ossessiva, quella di uno “sciamano metropolitano”, attraversa la performance restituendo le scorie della modernità, la violenza istituzionale, i fantasmi della dipendenza e del desiderio.
regia > Pako Graziani
performer > Yoris Petrillo e Anne-Gaelle Stephant
playlist > William S. Burroughs
produzione > Margine Operativo
coproduzione > Twain centro produzione danza