Una live performance immersiva in cui immagini pittoriche in digitale dialogano con i suoni millenari dello shamisen Nagauta, strumento che per tradizione nell’antico Giappone veniva suonato nelle sale da Thè dalle Geishe e nel teatro kabuki. Si aggiungono in corsa, o per meglio dire in passeggiata, un’elettronica inafferrabile e mutevole e una voce performativa, detta, deviata, accolta. Il testo si fa spazio nella terra infinitamente vasta dell’immaginario audio visivo in cui le regole sono dettate da principi sinestetici così come enunciati da Michel Chion.
Ogni cultura ha una percezione del vagare senza una meta precisa, in italiano usiamo termini come bighellonare o andare a zonzo, in napoletano, con sfumature leggermente diverse, esiste papariare (si usa anche con eccezione di nuotare come le papere o di godere di qualcosa) o ngingiuliare (ciondolare).
Sansaku è il termine utilizzato in Giappone: il più elegante, ideale per descrivere una passeggiata culturale o intellettuale. Non è una semplice camminata per fare esercizio, ma un passeggiare lento per godersi il paesaggio, un giardino storico o, appunto, le opere d'arte all'interno di una mostra. In Francia
Flâneur indica una persona che vaga oziosamente per le vie cittadine, senza fretta, sperimentando e provando emozioni nell'osservare il paesaggio.