Five states è una performance che descrive un immaginario dove i passaggi di stato della materia corrispondono a diverse, ma in qualche modo analoghe, trasformazioni dell’uomo. Così il corpo avendo forma e volume propri è materia solida, l’adattamento umano essenziale alla sopravvivenza di sé stesso nell’ambiente che lo ospita è fluido, lo spirito non ha né forma né volume ma si considera che si espanda nello spazio come un gas aeriforme e l’energia è carica vitale come per le materie allo stato plasmatico. Momento in cui uomo e materia fisica coincidono è sotto le sembianze della sostanza di cui è composto il mondo virtuale: dati e informazioni duplicabili e rintracciabili all’infinito che costituiscono l’universo del web. Qui si pone l’ipotesi dell’esistenza di un quinto stato di aggregazione della materia, dove ogni cosa tangibile e non, è trasformabile e trasferibile sul World Wild Web mediante un codice, che messo in relazione con altri, attraverso algoritmi, si creano miliardi di connessioni. Sono proprio questi dati e informazioni a costituire la materia della rete virtuale, tanto presente in ogni momento e azione della nostra vita da poter esser considerata al pari di una sostanza fisica.
La performance prevede un live-set sinuoso e ipnotico in cui si susseguono landscape sonori generati dalla fusione di synth analogici, sequencer e groovebox. Una combinazione di samples che passa da materiali organici a glitch squisitamente elettronici, in un viaggio ondivago e caleidoscopico. Una tessitura musicale che esplora la fusione tra un ambito techno e IDM ad uno più cinematografico e narrativo.