Anno: 2026
Tecnica: TouchDesigner
un.conscious esplora il territorio tra conscio e inconscio: uno spazio instabile nel quale strutture apprese, desideri, ricordi e pulsioni si incontrano continuamente. L’opera considera la mente non come un sistema unitario e trasparente, ma come un ambiente stratificato nel quale ciò che può essere riconosciuto consapevolmente convive con pensieri e impulsi che rimangono nascosti, repressi o rifiutati.
Concentrandosi sui processi inconsci, l’opera propone un viaggio neurologico attraverso una mente popolata da desideri, ricordi e pulsioni che la coscienza filtra sulla base di norme sociali e morali. Emerge così una tensione tra l’esperienza interiore e le strutture attraverso le quali gli individui imparano a regolare, organizzare e censurare i propri pensieri.
un.conscious attribuisce particolare importanza ai momenti nei quali questo controllo diventa meno rigido. Il sogno, gli stati alterati di coscienza e le situazioni in cui l’attenzione allenta il proprio legame con la realtà esterna diventano spazi nei quali il pensiero può muoversi più liberamente, permettendo a immagini, associazioni e desideri di emergere senza essere immediatamente sottoposti a giudizio.
Immagini notturne reinterpretate contribuiscono a costruire un paesaggio visivo sospeso tra riconoscimento e trasformazione. Ricordi e sensazioni affiorano senza necessariamente risolversi in una narrazione coerente, seguendo invece la logica associativa di uno stato interiore nel quale i confini diventano meno stabili e differenti livelli dell’esperienza iniziano a sovrapporsi.
Più che tentare di rappresentare l’inconscio come qualcosa che possa essere completamente rivelato o decodificato, un.conscious invita lo spettatore a sperimentare un temporaneo spostamento della percezione: una lieve disconnessione dalla realtà esterna e un’immersione in uno spazio mentale nel quale il pensiero può svilupparsi con minori censure, muovendosi tra memoria, desiderio, pulsione e immaginazione.