Dario Buratti è un artista generativo italiano, vive e lavora a Milano. Formatosi all’Accademia di Belle Arti di Brera, la sua pratica artistica integra una lunga esperienza professionale nei media digitali con una ricerca dedicata ai sistemi generativi, ai dati e ai processi attraverso i quali informazione, immagine, suono e linguaggio possono trasformarsi reciprocamente.
Il suo lavoro parte spesso da sistemi capaci di ascoltare e interpretare dati provenienti dal mondo, utilizzandoli non semplicemente come informazioni da rappresentare, ma come materia attiva del processo creativo. L’opera diventa così il risultato temporaneo di una struttura in continua trasformazione, nella quale regole, dataset, processi computazionali e intervento dell’artista concorrono alla produzione della forma.
Buratti sviluppa questa ricerca anche sul piano teorico attraverso il concetto di Opera-Sistema, secondo il quale l’identità dell’opera non coincide necessariamente con un singolo risultato visibile, ma con la grammatica generativa capace di produrlo. È autore di The Creator’s Code e L’Opera-Sistema / Work-as-System e porta avanti la serie ResNet, dedicata alle relazioni e alle risonanze che emergono all’interno di sistemi complessi.
In Symbiogenesis / Residual Time firma la regia sistemica e la grammatica generativa. La sua ricerca sul Tempo Residuale indaga la possibilità che ciò che un sistema ha già prodotto continui ad agire nel tempo, persistendo, entrando in risonanza e riattivandosi all’interno delle configurazioni successive dell’opera.